Brunilde: chi era davvero? Il mito della valchiria tra storia, Edda e Saga dei Völsungar. Di Elisabetta Rossi
Guerriera di Odino, protagonista delle saghe nordiche e figura ispirata a una regina realmente esistita, Brunilde incarna il perfetto equilibrio tra forza e fragilità, eroismo e passione, diventando uno dei personaggi femminili più affascinanti della mitologia germanica e norrena.
Brunilde è un personaggio che troviamo in vari scritti della letteratura sia germanica che nordica: nella tradizione nordica è presente sia in alcuni poemi eddici, identificata con Sigdrifa, ed è una valchiria e nella Saga dei Volsunghi, dove non si capisce se sia una valchiria o una Shieldmaiden.
Nell’Edda in prosa viene narrato come Sigurd, dopo aver ucciso il drago Fafnir, trovò Brunilde in una casa su una montagna. Ella spiegò all’eroe che lei era una valchiria di nome Hild, ma chiamata anche Brunhild; poco dopo Sigurd, attraverso vari intrighi, riesce a far sposare Brunhild con suo fratello Gunnar. Brunhild, scoperto l’inganno architettato da Sigurd, costrinse Gunnar a uccidere il fratello, cosa che alla fine egli fa. Dopo la morte di Sigurd, Brunhild si tolse la vita e venne bruciata sulla stessa pira dell’eroe.
La Saga dei Volsunghi non è molto diversa dall’Edda in prosa di Snorri, ma anzi arricchisce il poema islandese colmando le lacune e spiegando i punti riportati nella storia che sono poco chiari. Piccola curiosità la Saga dei Volsunghi è legata alla Saga di Ragnarr in quanto il protagonista, Ragnar Lodbrok, sposò Aslaug la figlia di Sigurd e Brunhild.
Nella tradizione germanica la figura di Brunilde è più radicata poiché essa rappresenta una regina realmente esistita, Brunhilda di Austrasia, principessa Visigota, la quale sposò il Re dei Franchi Sigeberto.
Brunhilda fu d’ispirazione nei Nibelunghi sia per il personaggio, quasi omonimo, di Brunilde che per quello di Crimilde che furono rivali in quanto, quest’ultima, sposò il marito della prima. Nel canto dei nibelunghi Brunilde viene presentata come Regina d’Islanda che viene corteggiata da Gunther, con l’aiuto di Siegfried, il quale promise al suo amico di lasciarlo sposare sua sorella Crimilde. Dopo aver superato le tre prove stabilite da Brunilde, Gunther riuscì a sposarla e Siegfried convolò a nozze con Crimilde.
Il poema continua con Siegfried che, sotto supplica di Gunther, riesce a mettere al suo posto Brunilde, la quale perde la sua forza sovraumana dopo aver consumato il matrimonio con il marito; subisce anche l’umiliazione da parte di Crimilde, ma riesce a vendicarsi chiedendo a Gunther di uccidere Siegfried.
Ci sono altre attestazioni scritte che raccontano la figura di Brunilde, oltre quelli sopra elencati, come, ad esempio, Thidrekssaga, la saga di Teodorico da Verona, dove viene narrato che Brunilde è la figlia di re Heimir e vive in Svezia a Saegard. Nel poema eroico Biterolf und Dietleib, del Mittelhochdeutsch viene narrato di Brunilde come preoccupata per le perdite delle vite nella guerra tra i Burgundi e gli eroi della saga di Teodorico.
Chi era dunque Brunilde?
È sicuramente un personaggio della letteratura basato su Brunilde di Austrasia e Fredegonda, ma quanto c’è di vero? Questo non possiamo saperlo, di sicuro se in tutti i poemi, di varia origine, si ha una narrazione della storia quasi simile, il corteggiamento, effettuato con l’inganno da parte di Sigurd, la perdita della sua forza dopo il matrimonio e l’umiliazione subita, fanno pensare che essa possa essere l’unione di più figure femminili esistite veramente.
Nonostante ciò Brunilde rappresenta alla perfezione sia la parte femminile che maschile di una persona. Prima che Odino la punisse lei era una valchiria e una prescelta, una potente guerriera con il compito di scegliere i caduti in battaglia. Questa sua natura e caratteristica, indossare un’armatura e partecipare alle battaglie, mette in mostra il maschile che possedeva. Basti ricordare quante volte nella saga dei Völsungar, Brunilde affermo di essere molto affine a Sigurd in quanto entrambi hanno preso parte a numerose battaglie.
Tuttavia, dopo la punizione, Brunilde mostra il suo lato femminile, la sofferenza e il dolore che le è stato causato non solo da un lungo matrimonio non voluto ma, soprattutto, per la scoperta di esser stata ingannata proprio dall’uomo che ella amava e per cui avrebbe dato la vita. La figura di Brunilde mostra sempre questa dualità, maschile e femminile, prima guerriera poi donna incatenata in un matrimonio non desiderato. Da prediletta di Odino, da valchiria, lei alla fine scelse il suo lato umano, la sua parte femminile decidendo di seguire nell’aldilà il suo amato Sigurd nonostante essi non fossero sposati, andando oltre al dolore che lui le aveva inferto tradendo la sua fiducia.
Articolo a cura di Elisabetta Rossi
Studiosa di storia e mitologia norrena
Responsabile di "The Age of the Vikings".
Approfondimenti sul canale Instagram → @theageofthevikings
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