La Dea dei Serpenti Minoica


Dea dei serpenti. Museo archeologico di Candia

La Civiltà Minoica, fiorita tra il 2000 e il 1450 a.C. nell'isola di Creta, ha lasciato in eredità diverse testimonianze della sua cultura tra cui delle enigmatiche figure femminili in maiolica di altezza variabile tra i 30 e i 40 cm circa.

Due di queste statuette furono rinvenute in una camera sotterranea del Palazzo di Cnosso dall'archeologo britannico Sir Athur Evans nel 1903; risalgono entrambe al 1600 a.C. La prima, la più conosciuta (che vediamo in foto), stringe due serpentelli nelle mani. La seconda ha i rettili attorcigliati intorno alle braccia.

Evans cercò dei parallelismi con la cultura egizia trovandoli proprio nei serpenti, nel gatto posto sopra il copricapo e nelle fattezze del viso. Classificò queste statuette come la rappresentazione di importanti divinità della terra, spiriti del mondo infero con valore propiziatorio.

La Dea dei Serpenti sarebbe pertanto un'ipotetica Grande Madre cretese, una divinità femminile primordiale, legata alla fertilità, all'esistenza, al concetto di rigenerazione della Natura, alla vita e alla morte. Da notare nella statuina in questione, la bellezza dell'abito a falde, probabilmente rituale.

Il corpetto copre le spalle, lasciando scoperto il prorompente seno, forte simbolo di fertilità connesso con il significato degli stessi serpenti. Nelle concezioni religiose arcaiche, alla base di società matriarcali, il serpente era una sorta di animale totemico femminile; un simbolo stesso della donna, rappresentando il potere divino della creazione e della rigenerazione.

Anche il gatto era connesso ai medesimi significati. Ricordo a tal proposito che in Egitto, Bastet, mite e protettiva, era la Dea-Gatto delle donne, della casa, della fertilità e delle nascite. A Creta il culto di una Dea Madre della Terra, quella che i greci identificarono come "Potnia theron" ("Signora degli animali") è attestato fin dagli inizi della Civiltà Minoica e si trasmise alla successiva Civiltà Micenea. Un culto, ai primordi "generico" che nei secoli, grazie alla maggiore complessità delle culture e della ritualità, assunse personificazioni distinte e più mirate.

Altre due statuette della Dea dei Serpenti rinvenute negli scavi del Palazzo di Cnosso a Creta

Sussistono tuttavia dubbi riguardo le teorie avanzate in merito da Sir Arthur Evans, accusato di aver prodotto una visione distorta della Civiltà Minoica, eccessivamente incentrata sulla figura femminile soprattutto in ambito religioso. Abbiamo poi teorie che vorrebbero identificare le statuette come rappresentazioni di sacerdotesse di un culto sconosciuto, forse persino di semplici dame di corte. Gli studi sono in divenire, sperando magari in un futuro (non troppo lontano) di nuove scoperte che possano, una volta per tutte, chiudere il cerchio interpretativo riguardo questi meravigliosi manufatti, tra i più affascinanti e misteriosi dell'Antichità...

A cura di Andrea Contorni

Bibliografia e note:
  • La prima statuina in foto è conservata al Museo Archeologico di Candia in Grecia. (Fonte Wikipedia con la seguente Licenza Creative Commons).
  • La seconda statuina (a sinistra) è conservata al Walters Art Museum di Baltimora.
  • La terza statuina (a destra) fa parte della collezione del Museo Archeologico "Heraklion" di Creta. (Fonte Wikipedia con al seguente Licenza Creative Commons).
  • "Arte nel tempo" di Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari. Bompiani Editore (1995),

About Andrea Contorni

Fondatore e amministratore del portale culturale "Il Sapere Storico". Editor e curatore editoriale. Regista e pubblicitario televisivo.