sabato 13 febbraio 2021

Estia (Vesta), dea del Fuoco Sacro e del Focolare Domestico

Estia (Vesta), dea del Fuoco Sacro e del Focolare Domestico

Figlia primogenita di Crono e di Rea, Estia è sorella di Zeus, Hera, Poseidone, Ade e Demetra. È considerata tra gli Dèi più importanti dell'Olimpo seppur compaia in pochissimi miti. Estia è la Dea del focolare domestico.

Il suo nome si riconnette con la radice ues- "bruciare, risplendere" perché il simbolo di questa divinità è appunto il fuoco. Il fuoco di Estia non è quello che erutta dalle viscere della terra, che arroventa e fonde il metallo dominato dalla maestria di Efesto, ma è il fuoco che riscalda, che cuoce il cibo, che accoglie le offerte agli Dèi, dunque è il fuoco che assicura la vita stessa e che ogni famiglia custodisce e alimenta con impegno e dedizione.

Una fiamma nobile e pura come la Dea che lo presiede. Estia infatti è la Dea casta e illibata, colei che chiese per se stessa l'eterna verginità rifiutando le nozze offertele da Poseidone e da Apollo. Zeus stabilì che Estia fosse presente in tutti i templi e in tutte le case dell'uomo e che ogni sacrificio agli Dèi doveva aver principio e fine con un'offerta a Estia.

Per questo motivo Estia non ha bisogno di allontanarsi dall'Olimpo per vagare nel mondo. Ella è ovunque, in ogni dimora e in ogni luogo sacro. La santità del focolare è una tematica cara a tutti i popoli dell'antichità. Il focolare circolare è il centro religioso e vitale della famiglia, lì dove si celebra il culto domestico e si accolgono gli ospiti.

Rapportando il concetto di famiglia alla tribù, alla patria, alla città-stato, ritroviamo il focolare pubblico, il cui fuoco sacro è custodito sempre e unicamente da Estia. Un fuoco perenne che non va mai spento, che arde per l'eternità assicurando in tal modo il benessere e la sopravvivenza della comunità.

La greca Estia traslò nella romana Vesta. Nell'Urbe, nel tempio a lei dedicato, le vergini Vestali avevano cura del fuoco perenne. Dal 9 al 15 Giugno, la Dea era celebrata nelle Vestalia, una festività di antichissima memoria. Il fuoco sacro di Roma veniva rinnovato il primo marzo di ogni anno. Fu spento per sempre dopo secoli, nel 391 per volere dell'imperatore Teodosio perché considerato un culto pagano.

A cura di Andrea Contorni

Note e bibliografia:
  • La scultura "Hestia Giustiniani" è conservata al Palazzo Torlonia (Roma).
  • "La religione romana arcaica", Georges Dumézil, Bur (2017).
  • "I Miti Greci", Roberto Graves, Longanesi (2018).
  • "Almanacco Pagano. Festività e miti dell'Antica Roma", Pandemia, MacroEdizioni (2004).