sabato 13 febbraio 2021

Giuturna, la ninfa delle fonti

Giuturna, la ninfa delle fonti

Giuturna è una ninfa delle fonti appartenente alla mitologia romana. Virgilio nell'Eneide la considera figlia di Dauno e sorella di Turno, re dei Rutuli. Giuturna è stata amata da Giove; dal padre degli Dèi ha ricevuto l'immortalità e il dominio sui corsi d'acqua.

Ella spinse il suo popolo a rompere la tregua con i troiani, arringando l'esercito dopo aver assunto l'aspetto del defunto Camerte, valoroso signore di Amyclae. Tentò in tutti i modi di salvare il fratello dall'esito avverso del duello con Enea. Disperata, fu costretta a farsi da parte, rispettando il volere di Giove.

Il culto di Giuturna si attestò in origine nell'antica Lavinium per poi giungere a Roma in età monarchica. Nell'Urbe divenne la divinizzazione di una sorgente collocata nel Foro, vicino la casa delle Vestali: il "Lacus Iuturnae" era ritenuto miracoloso.

Nel 241 a.C. le venne dedicato un tempio nel Campo Marzio in seguito alla vittoria di Lutazio Catulo contro i Cartaginesi nella Battaglia delle Isole Egadi. Il nome "Giuturna" potrebbe derivare da "Turno" o da "iuvare" (aiutare).

Sembra che in origine fosse "Diuturna", che significa "durevole", probabilmente in riferimento all'eternità dello scorrere dell'acqua di sorgente. Nel corso dei secoli Giuturna perse i connotati della dea per assumere quelli della ninfa.

La ritroviamo sposa di Giano, (legato simbolicamente alle fonti), e madre di Fons, Dio maschile delle fonti. Le feste "Iuturnalia" ricadevano l'11 Gennaio. In quel giorno era propizio visitare una sorgente per gettarvi un fiore.

Si scongiurava in tal modo la siccità, (dal latino "siccus", col significato di secco, arido), legata all'assenza di pioggia ma anche al cattivo esito di imprese e affari che si intraprendevano nel corso dell'anno.

A cura di Andrea Contorni

Note e bibliografia:
  • Il dipinto "La Sorgente" è di Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867).
  • "La religione romana arcaica", Georges Dumézil, Bur (2017).
  • "Almanacco Pagano. Festività e miti dell'Antica Roma", Pandemia, MacroEdizioni (2004).