Achille, la genesi e l'epilogo di un eroe

La furia di Achille, di François-Léon Benouville (1821-1859) - Museo Fabre

Il mito di Achille è uno dei più complessi dell'intero patrimonio mitologico greco. Non solo l'Iliade, ma un sostanzioso ciclo di opere ha trattato le vicende del grande eroe, tracciandone l'esistenza prima e dopo quanto narrato da Omero.

Figlio di Peleo, re dei Mirmidoni e di Teti, la più bella delle Nereidi, Achille era un semidio. L'Achilleide, poema epico a firma dello scrittore romano Publio Papinio Stazio, narra che Teti avrebbe immerso il piccolo Achille nello Stige per renderlo invulnerabile. Lo tenne per un tallone che non fu bagnato. Achille pertanto si ritrovò con un unico punto debole.

La versione di Stazio cozza con quella di Apollonio Rodio secondo la quale Teti bruciava di notte parti del corpo del figlio, cosparse di ambrosia, per renderle invulnerabili. Quando Peleo scoprì lo strano rituale, Teti fuggì via. Il padre con l'aiuto del centauro Chirone (precettore di Achille), sostituì il tallone bruciato del figlio con quello di Damiso, un gigante venuto a mancare da poco e sepolto nella città di Pallene, conosciuto per la sua grande velocità nella corsa.

Quando il tallone di Damiso entrò a contatto col corpo di Achille, il giovane acquistò la sua leggendaria velocità. Delle vicende di Achille nella guerra di Troia ne sappiamo abbastanza tutti. È interessante soffermarci invece sulla fine del valoroso eroe, argomento che ancora una volta è trattato in tante versioni discordanti.

Sappiamo che Achille fu colpito da una freccia al tallone, scagliata da Paride e guidata da Apollo, mentre scavalcava le porte di Ilio. Più cruenta è la storia legata a Polissena, bellissima figlia di Priamo; quando Achille, dietro richiesta della ragazza, si recò al tempio di Apollo per contrarre matrimonio con lei, fu trafitto al tallone dalla freccia di Paride. Era stata proprio Polissena a svelare a Paride il punto debole del "futuro sposo", perseguendo la sua personale vendetta per la terribile sorte di Troilo, il suo adorato fratello, trucidato proprio da Achille che voleva farlo suo.

Chiudo con la versione di Tolomeo Efestione, grammatico greco del II secolo d.C. secondo cui fu Apollo a scontrarsi con Achille. L'eroe stava infatti fuggendo dal dio irato, quando perse il tallone di Damiso. Azzoppato, fu raggiunto da Apollo per il tragico epilogo.

Achille è un personaggio del mito che suscita da sempre pareri discordanti, soprattutto per quanto riguarda la sua resa nell'Iliade in paragone con Ettore. Achille, iracondo e superbo è l'antitesi del principe troiano, umile e devoto alla famiglia e ai doveri.

Eppure lo stesso Alessandro Magno adorò essere assimilato ad Achille, di cui si considerava diretto discendente. Nel rapporto reale tra Alessandro ed Efestione rivisse quello leggendario tra Achille e Patroclo... Nelle immagini, Achille impersonato da Brad Pitt nel film "Troy" del 2004, da molti ritenuto il personaggio più riuscito della contestata pellicola di Wolfgang Petersen.

A cura di Andrea Contorni

Note e bibliografia:
  • Il dipinto "La furia di Achille" è di Francois-Léon Benouville (1821-1859).
  • "I Miti Greci" di Robert Graves. Longanesi (2018).
  • "Iliade, edizione integrale", Newton & Compton Editore (2018).
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About Andrea Contorni

Fondatore e amministratore del portale culturale "Il Sapere Storico". Editor e curatore editoriale. Regista e pubblicitario televisivo.