venerdì 12 febbraio 2021

Artemide, dea della caccia, della Luna e dell'iniziazione femminile

Artemide, dea della caccia, della Luna e dell'iniziazione femminile

Figlia di Zeus e di Latona, Artemide è la sorella gemella di Apollo. È una Dea cacciatrice ma allo stesso tempo protettrice degli animali selvatici e delle foreste. Presiede alle iniziazioni femminili e tutela la verginità e la pudicizia.

Armata di un arco d'argento forgiato dalla fucina dei Ciclopi, dimora nei boschi in compagnia delle sue fedeli ninfe e di uno stuolo di cani, dono di Pan. Artemide (associata alla romana Diana), fa parte dei dodici Olimpi ed è una Dea vergine al pari di Estia ed Atena.

La sua figura subisce nel corso dei secoli un'ulteriore evoluzione che la porta ad essere identificata anche come una Dea lunare, personificazione della Luna crescente, ruolo condiviso con Selene (la Luna in cielo) ed Ecate (la Luna calante). Ho accennato alle iniziazioni femminili.

A tal proposito ricordo il culto di Artemide Brauronia, praticato nell'Attica da tempi antichissimi. Dal V secolo a.C. in poi, ogni quattro anni, si muoveva dal Santuario di Artemide nell'Acropoli di Atene, una processione di ragazze vergini che percorreva a piedi una distanza pari agli attuali 25 Km per fermarsi al Santuario della Dea a Braurone, località sulla costa orientale della regione.

La festività era detta "Arkteia" da "ἄρκτος" (orso) e segnava l'iniziazione delle giovani che passavano dall'adolescenza all'età da marito. Le fanciulle (dette "orse"), indossando vesti color zafferano, danzavano imitando i movimenti di questo animale per espiare l'uccisione da parte dell'uomo di un'orsa sacra ad Artemide.

Si compiva un rituale di passaggio importantissimo, dallo stato di verginità presieduto da Artemide a quello dell'amore e del matrimonio, presieduto da Afrodite. A tale sacralità sarebbe legata persino la figura di Ifigenia.

L'orso rientra negli animali sacri ad Artemide (insieme al cane e al cervo) e lo ritroviamo nel famoso mito di Callisto, la sfortunata ninfa, ancella della Dea. Nella versione dello Pseudo-Apollodoro (Biblioteca), Callisto fu sedotta da Zeus tramutato in Apollo o nella stessa Artemide e trasformata dal padre degli Dèi in un'orsa per non incorrere nella gelosia di Hera.

Quando questa si accorse del tradimento del consorte, ordinò ad Artemide di eliminare Callisto. La ninfa era in procinto di partorire il figlio di Zeus. Egli, impietosito, salvò il bambino, Arcade, (che diede in futuro il nome all'Arcadia, regione del Peloponneso) e trasformò Callisto in una costellazione, l'Orsa Maggiore.

Quando il figlio spirò divenne l'Orsa Minore, ricongiungendosi in cielo con la madre. La versione latina di Ovidio è un po' diversa. Callisto, incinta di Giove, venne smascherata dalle altre ninfe e scacciata da Diana, essendo venuta meno al voto di castità.

Appena partorì, incorse nelle ire di Giunone che la trasformò in un'orsa. Passarono gli anni e un giorno, durante una battuta di caccia, il giovane Arcade stava per colpire proprio la madre/orsa quando intervenne Giove, trasformando entrambi in costellazioni.

A cura di Andrea Contorni

Note e bibliografia:
  • Il dipinto "Diana cacciatrice" è di Guillaume Seignac (1870-1924).
  • "I Miti Greci" di Robert Graves, Longanesi (2018).
  • "L'arkteia: una tappa importante del percorso iniziatico femminile ateniese", tesi di Emanuela Razza (2014).