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Visualizzazione dei post da febbraio, 2021

Cibele, Magna Mater Deorum

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Il culto della " Magna Mater " intesa come la Grande Madre degli Dèi fu introdotto a Roma nel corso del II secolo a.C. É riconducibile a Cibele , un'antica divinità anatolica, venerata come Grande Madre Idea , dal monte Ida nei pressi dell'antica città di Ilio. Dea della forza creatrice e distruttrice della Natura , degli animali e dei luoghi selvatici, Cibele è l'essenza stessa di quella forma di culto primordiale, incentrato sulla figura di una Dea Madre generatrice del tutto, che si sviluppò fin dal Neolitico in varie culture del Mediterraneo e non solo. Il maggiore centro di culto di Cibele era presso Pessinunte in Frigia. Nel corso del VII sec. a.C. il culto di Cibele si diffuse nelle colonie greche dell'Asia Minore. Infine giunse nel continente; Cibele fu assimilata nel pantheon ellenico a Rea , una titanide, (ovvero una dea antica, nata prima degli Olimpi), generata da Urano (il Cielo), e Gea (la Terra). Sorella e moglie di Crono, Rea/Cibele è madre di...

Eos, la dea dell'Alba

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Eos, la Dea dai roseti piedi che spalanca le porte del giorno, piange ogni mattina il figlio Memnone caduto a Troia: dall’aurora eterna alla nostalgia divina, il mito dell’Alba si tinge di luce e di lacrime...  Dischiude le porte del giorno, la bellissima Dea dalle dita rosee e dalle braccia dorate , madre dei Venti e degli Astri. Eos, (assimilabile alla romana Aurora), figlia del titano Iperione, è la Dea greca dell'alba. Ella accompagna la nascita del nuovo giorno. Conduce sicura la biga trainata da due splendidi cavalli alati , Faetonte e Lampo, precedendo il carro di Helios. Il Dio del Sole è suo fratello, la Luna (Selene) sua sorella. Meravigliosa Dea alata , seconda per bellezza solo ad Afrodite, vestita d'oro e di fiori, Eos sposò il titano Astreo con il quale ebbe quattro figli, i venti Borea, Zefiro, Noto e Apeliote. Attirò la brama di Zeus che la fece sua . Si innamorò del gigante Orione e poi cedette alla corte di Ares, il Dio della guerra. La storia tra i due suscit...

Orfeo ed Euridice, l'amore impossibile

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È un mito struggente, universalmente conosciuto e raccontato da tanti, tra cui Virgilio nelle Georgiche e Ovidio nelle Metamorfosi. Orfeo , figlio della Musa Calliope e del re tracico Eagro, viveva tra i Ciconi, una selvaggia tribù di Tracia. Orfeo era un eroe. Egli non combatteva con spada e scudo ma con l'arte del canto e col suono della lira. Orfeo dominava la Natura , incantava le fiere e persino gli alberi e le pietre lo seguivano con devozione. Orfeo con la sua Arte era il pupillo di Apollo. Orfeo era in simbiosi con la Natura perché devoto anche a Dioniso. Entrambe queste divinità segnarono il suo destino infausto, perché l'uomo non deve mai credersi un dio e assumerne le prerogative. Tornato dalla spedizione degli Argonauti, Orfeo sposò la bella ninfa Euridice . Un giorno, inseguita dal pastore Aristeo che voleva farla sua, la fanciulla incappò in un serpente che la morse al piede. Ella morì. Non deve sfuggirci un primo particolare importante: Aristeo è un figlio di ...

Ifigenia, il sacrificio...

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Tra le figure della mitologia greca, Ifigenia è tra quelle che più hanno influenzato l'arte, la letteratura e la musica. Tantissime sono infatti le tragedie, le opere liriche e i dipinti che nei secoli hanno tratto ispirazione da questa bellissima e sfortunata vergine, primogenita di Agamennone e di Clitemnestra , sovrani di Micene. Eschilo nella tragedia "Agamennone" narra la versione più antica e crudele del mito. La flotta greca non poteva salpare per Ilio. Era bloccata nel porto di Aulide in Beozia perché i venti erano contrari. L'indovino Calcante intimò ad Agamennone di sacrificare la sua figlia più bella ad Artemide. Solo in questo modo, la flotta avrebbe preso il mare. Il re non comprese perché il volere della Dea fosse così efferato. Calcante gli ricordò di quando anni fa, colpendo una cerva con una freccia da lunga distanza, egli avesse esclamato che neppure Artemide sarebbe riuscita nell'impresa. La grave offesa andava scontata. Agamennone acconsentì ...

Eracle (Alcide), le origini del mito

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La notte durò per tre lunghi cicli mentre Zeus si accoppiava con la meravigliosa principessa Alcmena di Micene , dopo aver preso le sembianze di Anfitrione, marito di lei e re di Tirinto. Quando questi rientrò nelle proprie stanze, ignaro di tutto, si unì alla propria sposa. Alcmena diede così alla luce due bambini, in apparenza gemelli, per la gioia di Anfitrione che li credeva entrambi suoi. Ma il primo era il frutto dell'amore divino, l'altro (Ificle) di quello mortale. Il grande indovino Tiresia rivelò ad Alcmena la natura del suo primogenito e la donna temette la vendetta della gelosa Hera . Per questo chiamò il figlio Eracle , che significa " Gloria di Hera " nel tentativo di rabbonire la Dea. Un'altra versione racconta che Ermes, istigato da Zeus, attaccò il piccolo al seno di Hera mentre dormiva. Fu così che egli divenne forte e valoroso e conseguentemente assunse il nome di Eracle. Vi racconto un'ulteriore versione, quella forse più conosciuta. Il ...

Andromaca, l'ideale greco della donna

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L'illustrazione rappresenta Ettore e Andromaca nella scena più commovente dell'intera Iliade. Questa donna è la consorte devota dell'eroe troiano, la regina del focolare domestico, la madre amorevole. Da sempre molta amata dai lettori dell'opera omerica, Andromaca ritorna nelle tragedie di Euripide e nell'Eneide virgiliana. Parliamo di una donna remissiva che attende ai lavori di casa secondo il più classico costume ellenico o Andromaca potrebbe essere considerata un personaggio femminile atipico dai tratti straordinari? Andiamo con ordine. Il suo nome cela un indizio: Andromaca dal greco " Ανδρομάχη " significa "colei che combatte gli uomini" o "colei che combatte come un uomo". Principessa di Tebe Ipoplacia, fu costretta dal padre a sposare Ettore di Ilio. Finì per innamorarsi del suo uomo e gli diede uno splendido erede, Astianatte. Nell'Iliade, la donna, preda di un pianto dirotto, compare nel VI libro. Ella tenta di dissuadere...

Eros, il dio dell'amore

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Nel dipinto dell'artista francese Bouguereau, " Una giovane ragazza che si difende da Eros ", vediamo un capriccioso bambino alato tentare di pungere una fanciulla con una freccia. Il Dio greco dell'amore è rappresentato come un paffuto amorino, tema "iconografico" molto diffuso dal Rinascimento in poi, (con opportune distinzioni tra il putto/Eros e il putto/angioletto), ma già in uso nella Grecia classica tra i poeti satirici e nell'arte ellenistico-romana. Nell'immaginario comune e diffuso questa raffigurazione fanciullesca di Eros, una sorta di simpatico e curioso birbantello armato di frecce con la punta a cuore, ha sottratto valenza a una divinità piuttosto antica e particolare. Il poeta greco Esiodo (700 a.C.) lo considera tra le prime quattro divinità comparse all'alba dei tempi. Nei Misteri Orfici , dall'unione di Eros con il Caos sarebbe scaturita la razza umana. Possiamo affermare che le fonti più antiche mostrano Eros come un dio...

Estia (Vesta), dea del Fuoco Sacro e del Focolare Domestico

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Figlia primogenita di Crono e di Rea, Estia è sorella di Zeus, Hera, Poseidone, Ade e Demetra. È tra gli dèi più importanti dell'Olimpo. Compare in pochissimi miti ma Estia, traslata nella Vesta romana, è tra le divinità più venerate e rispettate dell'antichità greco-romana.  Estia è la Dea vergine del focolare domestico .  Il suo nome si riconnette con la radice ues- "bruciare, risplendere" perché il simbolo di questa divinità è appunto il fuoco. Il fuoco di Estia non è quello che erutta dalle viscere della terra, che arroventa e fonde il metallo dominato dalla maestria di Efesto, ma è il fuoco che riscalda, che cuoce il cibo, che accoglie le offerte agli Dèi, dunque è il fuoco che assicura la vita stessa e che ogni famiglia custodisce e alimenta con impegno e dedizione. Una fiamma nobile e pura come la Dea che lo presiede. Estia infatti è la Dea casta e illibata, colei che chiese per se stessa l'eterna verginità rifiutando le nozze offertele da Poseidone e da A...

Giuturna, la ninfa delle fonti

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Giuturna è una ninfa delle fonti appartenente alla mitologia romana. Virgilio nell'Eneide la considera figlia di Dauno e sorella di Turno, re dei Rutuli. A cura di Andrea Contorni Giuturna è stata amata da Giove ; dal padre degli Dèi ha ricevuto l'immortalità e il dominio sui corsi d'acqua.  Ella spinse il suo popolo a rompere la tregua con i troiani, arringando l'esercito dopo aver assunto l'aspetto del defunto Camerte , valoroso signore di Amyclae. Tentò in tutti i modi di salvare il fratello dall'esito avverso del duello con Enea. Disperata, fu costretta a farsi da parte, rispettando il volere di Giove. Il culto di Giuturna si attestò in origine nell'antica Lavinium per poi giungere a Roma in età monarchica. Nell'Urbe divenne la divinizzazione di una sorgente collocata nel Foro, vicino la casa delle Vestali: il Lacus Iuturnae   era ritenuto miracoloso . Nel 241 a.C. le venne dedicato un tempio nel Campo Marzio in seguito alla vittoria di Lutazio Catu...

Iside, Dea Madre del matrimonio e della fertilità

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Nel I secolo a.C. a Roma fu introdotto il culto della Dea Iside . Ella proveniva dal pantheon egizio, onorata come Dea della maternità e della fertilità, moglie di Osiride e madre di Horus. Apuleio ci spiega nelle " Metamorfosi " che l'Iside che si diffuse nel mondo ellenistico e in quello romano fu intesa come una sorta di Dea Madre, spesso assimilata alla stessa Hera/Giunone o a divinità femminili importanti quali Cibele, Demetra e Cerere. Anche nei nuovi ambiti fu comunque considerata simbolo del matrimonio e dell'essere madre. Il culto di Iside fu misterico, ovvero legato al mondo ultraterreno. Nell'Urbe trovò seguaci tra le matrone dell'alta società. Le istituzioni capitoline tentarono di ostacolarne la diffusione e già nel 65 a.C. un altare dedicato a Iside sul Campidoglio venne distrutto per ordine del Senato. Anni più tardi, Cesare su impulso di Cleopatra ordinò l'edificazione di numerosi templi consacrati alla Dea. Il triumviro Marco Antonio, succ...

Artemide, dea della caccia, della Luna e dell'iniziazione femminile

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Figlia di Zeus e di Latona, Artemide è la sorella gemella di Apollo . Una dea presente sia nel pantheon romano come Diana che in quello etrusco col nome di Artume. È una Dea cacciatrice ma allo stesso tempo protettrice degli animali selvatici e delle foreste. Presiede alle iniziazioni femminili e tutela la verginità e la pudicizia. Armata di un arco d'argento forgiato dalla fucina dei Ciclopi, dimora nei boschi in compagnia delle sue fedeli ninfe e di uno stuolo di cani, dono di Pan. Artemide ( associata alla romana Diana ), fa parte dei dodici Olimpi ed è una Dea vergine al pari di Estia ed Atena. La sua figura subisce nel corso dei secoli un'ulteriore evoluzione che la porta ad essere identificata anche come una Dea lunare, personificazione della Luna crescente, ruolo condiviso con Selene (la Luna in cielo) ed Ecate (la Luna calante). Ho accennato alle iniziazioni femminili. A tal proposito ricordo il culto di Artemide Brauronia, praticato nell'Attica da tempi antichissi...

Dioniso, dio dell'estasi e del vino

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Figlio dell'ennesimo tradimento di Zeus, Dioniso nacque dalla coscia del padre. Per sfuggire alla vendetta dell'infuriata Hera, fu affidato da Ermes alle ninfe Iadi. In seguito fu il saggio e anziano Sileno , un figlio di Pan, a prendersi cura di lui. Una volta grande, Hera dovette riconoscerlo come figlio di Zeus ma lo punì con la pazzia. Dioniso iniziò pertanto a errare per il mondo come un disperato. Giunse in Egitto in testa a un corteo di satiri e menadi, guidando un cocchio trainato da pantere e con al fianco il buon Sileno. Poi arrivò in India e lungo la strada fondò città, uccise genti e torturò re. Neppure le Amazzoni riuscirono a opporsi a Dioniso e al suo seguito. Infine egli ritornò in Grecia da immortale, ottenendo il riconoscimento della sua potenza divina. Dioniso ha una natura ibrida e multiforme, animalesca, selvaggia, quasi perversa. È una divinità enigmatica e carismatica, oltre ogni convenzione e regola. Non conosce inibizioni e si fa beffe della razionalit...